LA “PORTA DEL PARADISO” IN TUTTA LA SUA BELLEZZA

24 set

È la porta est del Battistero, quella principale, posta di fronte alla Basilica di Santa Maria del Fiore.

Si tratta del capolavoro dello scultore e orefice Lorenzo Ghiberti, che la realizzò tra il 1425 e il 1452, con l’aiuto del figlio Vittore; è una delle opere più famose e rappresentative del Rinascimento fiorentino, così imponente che fu soprannominata “del Paradiso” da Michelangelo stesso, e sostituì, nel luogo centrale del Battistero, la porta precedente. Per la sua costruzione non si badò troppo né al tempo, né al denaro: la superficie della porta è totalmente dorata, e la sua realizzazione risulta così raffinata e perfetta che la porta si è mantenuta, nei secoli, in ottimo stato di conservazione, mantenendo la doratura originaria.

Le ripercussioni sulla città delle due guerre mondiali e soprattutto l’alluvione che colpì Firenze nel 1966, però, fece aprire violentemente la porta e strappò sei dei dieci pannelli dal telaio; si decise, allora, di iniziare un restauro totale dell’opera: i pannelli originali vennero trasferiti nel Museo dell’Opera del Duomo e la porta sostituita da una copia identica. Man mano che si avanzava col restauro, i pannelli, con la rappresentazione di storie della Bibbia, vennero esposti nel Museo in teche speciali , contenenti azoto, elemento utile per il non deterioramento dell’opera.

Il restauro dei battenti è stato l’ultima fase, appena completata, e lo scorso 8 settembre, festa dell’Opera di Santa Maria del Fiore, la porta ha potuto mostrare di nuovo tutto il suo splendore, ben cinque metri, nel cortile del Museo dell’Opera del Duomo.

Si tratta di una soluzione provvisoria, che sta richiamando già molti visitatori, grazie ad aperture speciali dell’area del Museo: la porta rimarrà sotto una maxiteca che la protegge fino all’autunno del 2015, quando lo spazio a sua disposizione verrà raddoppiato, con un allestimento di una sala alta 20 metri e larga 36 metri.

Si ricreerà, allora, la medesima situazione della piazza del Duomo al tempo di Lorenzo Ghiberti e il tuffo nel florido passato fiorentino, per turisti e non, sarà uno spettacolo indimenticabile e imperdibile.


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